martedì 9 febbraio 2016

L'angolo dello scrittore - Poeti



La leggenda aurea
Sotto il portico,
osservo il tramonto,
vedo stelle che fan l’ autoscontro
ma quel tramonto era speciale,
c’eran nuvole di pane
soffici e candide, 

un quadro speciale.
Emma Pinazzi

Corda sensibile

Cammino su un sentiero
Senza nessun pensiero,
davanti a me
un albero
con un tronco di cristallo,
una chioma di nuvola leggera, leggera,
ma lassù ci starebbero una montagna di pensieri?
Emma Pinazzi

Albero strano
Un albero strano
Lontano dal mondo
Un pensiero che ci accoglie
Dove tutto può succedere
Lucrezia Montali


Nuvole – Pane
Nel cielo dorato e infinito
C’è del pane di nuvola
Pane infinito
Soffice e fragrante
Per sfamare tutta la gente
Lucrezia Montali



Il Pane
Sul balcone vidi nuvole,
nuvole come pane che nutre il proprio figlio
come se fosse una madre
Zaccaria El Kacimi

La parrucca
Bella nuvolina,
nuvola piccina,
sembri una chioma su un albero senza capelli
come una parrucca 
Zaccaria El Kacimi


Pane - Nuvole
Nel cielo stellato
vola il pane,
non è bagnato,
nessuno ne è padrone, neanche il cane.

E' nuvola,
per tutti
nessuno la può comandare
è pane
e tutti se ne possono sfamare.
Giulia Gatti 

Corda sensibile 

Guarda c'è una corda sensibile
un passo dopo l'altro e arrivi in cielo
non sono tante
è solo un magnifico velo.

Sei arrivato in cima,
non hai niente, neanche una lima,
quello che importa è capire: 
una cosa piccola
può sostenere
una cosa grande?
Giulia Gatti. 


Nuvole di pane

Se il cielo è infinito
Anche le nuvole lo sono 
Nuvole di pane
Per i bambini che hanno fame.
Marco Abelli


Il calice che aspetta

Il calice che aspetta 
Qualcosa che scende dal cielo
Come un albero in estate che attende la pioggia
Marco Abelli 
 
                                              La leggenda dorata

Il pane e' come tante nuvole dorate
e molto spesso dalla luna vengono ingannate.
Il pane e' una distesa di girasoli illuminati dal sole
come un bel cenone.
 
Samuele  Minardi
                                     Corda sensibile

Il calice e la nuvola sono come
un albero magico
spesso si trasforma e mi disseta
altre volte cresce.
Questo e' l'albero della vita.
 
Samuele Minardi

Da "La legenda aurea (la leggenda dorata)" di Renè Magrette
Pane - Nuvole

Nel cielo pane che come nuvole aspetta di essere libero
il nutrimento che dovrebbero avere tutti come un siero
un nutrimento forte di fertilità
ma anche di felicità.

Aspetta soltanto di cadere dal cielo
e portare bontà nel mondo
come un velo
e andare a fondo.
L. Adorni
Da "Corda sensibile" di Renè Magrette

Corda sensibile

Nuvola che vieni sostenuta dalla nostra felicità
oggi però vieni sostenuta da un bicchiere
da un bicchiere pieno di fragilità,
insieme ci fate sognare.

Questo albero della vita
con radici pure e sane,
tu nuvola fatta di seta
amata anche da un omone.
L. Adorni 
La leggenda dorata

Nuvole come il pane
In abbondanza per sfamare tutti
Sbriciolano molliche
Nel nord, sud e anche nel deserto.
Questo pane è infinito!

Alessandro Buccellati
La corda sensibile

Acqua pulita
Il calice un imbuto
Le nuvole un distributore
Di acqua pulita
Per l'uomo, la terra
Gli animali
Assetati di lei. 
Alessandro Buccellati 
  

Pan D'orato
NUVOLE SOSPESE
NEL CIEL D'ORATO
COME PAN CROCCANTE
APPENA SFORNATO.
LE NUVOLE DANNO VITA
COME IL PANE è CIBO
ALLUNGATE O STRETTE
TI SFAMANO SEMPRE. 
SIMONE F. ROSSI

Un piccolo bicchiere

UN PICCOLO BICCHIERE
UNA NUVOLA DA SOSTENERE
COME UN PICCOLO TRONCHINO
UNA CHIOMA GIGANTESCA.
GLI DEI BEVONO IN UN CALICE
TANTO SPUMANTE
DIVENTANO SBRONZI
è FANNO GLI SCONTI. 
 SIMONE F.ROSSI 







Nuvola - Pane

Se sei sofficissima cara nuvola
potrai essere buona come il pane.
Se sei buonissimo caro pane
potrai essere soffice come la nuvola.
Chiara D.

Il Calice che trabocca

Aspetta e aspetta
non piove mai
e nessuno può bere mai.
Piove e piove
il calice trabocca
e disseta ogni bocca.
Chiara D.


 

La leggenda aurea …

Il cielo al tramonto
offre a tutti pane pronto
le nuvole cibo son diventat
illuminano il cielo a persone affamate. 
 M.Margherita
 
La chioma bianca …

Vedo qualcosa
un albero con una chioma bianca
come un vestito da sposa,
un calice è il suo tronco
e porta il bene in tutto il mondo. 
M. Margherita  

 

W il carnevale


lunedì 8 febbraio 2016

L'angolo dello scrittore - la poesia e gli oggetti quotidiani


L'angolo dello scrittore 
 Gli oggetti di tutti i giorni visti con gli occhi del poeta



                                                                   IL ROSPO

Un giorno andai vicino ad uno stagno
e lì trovai un ragno
con vicino un rospo
ma non viveva nel bosco?

Mi nascosi e lui incominciò a cantare
ed era una radio rotta abbandonata vicino al mare,
non smetteva, era impressionante
come un venditore ambulante
.

Emma Pinazzi



LA GOCCIA
Tu goccia che cadi
Sul mio petto ti lascio andare
Perché il colore che più piace a me
È il tempo che passo però insieme a te
Non ti riesco a staccare
Ma neanche a staccare
Perchè tu sei il mio migliore amico


Lucia Mazza

FINESTRA


La finestra noiosa e tonda
se la guardi, diventa un'onda
dove ci puoi surfare
e ogni giorno sul suo oceano splendente
la si può cavalcare

Giulia Gatti


                             MATITE
Voi matite che colorate
e voi insieme pasticciate
siete tanti coltelli
che prendete vita quando ci sono gli indovinelli.
 

Gabriele Lo Iacono



                               LA COLLA
Colla appiccicosa
ma anche un po’ vischiosa
tu diventi un siluro
e fai sparire tutto l’oscuro. 


 L.Adorni
 

COMPUTER

Il computer un buco nero
Ogni tasto un pensiero
Quando vuole si trasforma
In una gelatina senza forma
Fragrante, croccante
Sicuramente invitante

Lucrezia Montali




MATITE COLORATE 
Voi,un esercito divertente
colorato e sorprendente
alti e bassi siete belli
avete anche dei fratelli.

Nero tornado,
Rosso infuocato,
Giallo accecante,
Verde invitante.

Tutto questo potete fare
combattere,colorare
il mondo voi rifate,
Oh, matite colorate!

M.Margherita





                      IL BIANCHETTO
Tu bianchetto
Che non impari mai il peso netto
e con quel tappetto
sembri un po’ un gufetto

Le maestre ti odiano
perché lasci quella scia
che sembra un po’ una biscia
pronta per scappar via.


Simone Francesco Rossi 


I MANGA
I manga son da adorare
Occhi piangenti
Come spade fendenti
Puoi fare mille avventure
Piene di paure
Questi sono i miei manga.

Lorenzo Martucci


FERITA

Tu ferita verme schifoso
Striscia via con il tuo compagno doloroso
Chiuditi pelle col cerottino
E fammi riposare in pace nel mio lettino.


Elena Luppi

LAVAGNA
Tu, lavagna, pantera nera A
Ci riempi di paura A
Perché quando veniamo da te B
Non vogliam far brutta figura !C

Davide Sassi


                               DIAMANTE

Oh ! Diamante bello e luminoso
illumini e brilli così tanto
che sei veramente un incanto,
e quando ti metto al dito
fai innamorare qualsiasi ragazzo
brutto e stordito


 Chiara Midolo

I QUADERNI

A me non piacciono i quaderni
Sembrano dei vermi
Con quelle righe noiose
Che sembrano zebrose

Eugen Beluga

L'ASTUCCIO
L'astuccio è colorato
grosso come una borraccia,
sempre pieno di robaccia,
è verdone come un vasone
che contiene un bel fiore

Carlotta Grasso

LA LAVAGNA 


La lavagna mi fa paura
qualche volta penso sia una morte dura.
Una sfida con il protagonosta di Gomorra
chissà magari una mandria di lupu
in una caverna oscura.
Aiuto!!!! La lavagna mi sta mangiando! 

Se faccio giusto mi ritengo salvo!

Samuele Minardi

 





domenica 7 febbraio 2016

Wild Nilo: Il fiume più lungo del mondo



Pagelle

Venerdì 12 Febbraio verranno pubblicate sul registro elettronico le pagelle.

Giovedì 11 dalle ore 16.15 alle ore 18.15 le insegnati saranno a disposizione dei genitori.
Religione 16.15 - 17.15

Martedì grasso!

MARTEDI'  9 FEBBARIO 
FESTA DI CARNEVALE
Dopo le 10 ci recheremo al Centro Diurno Anziani  per far festa con canti, balli e 
merenda offerta da loro!
Si può venire a scuola mascherati



USCITA PER TUTTI ALLE 12.30

venerdì 29 gennaio 2016

mercoledì 13 gennaio 2016

Dupligon


Dupligon: disegna i poligoni
Hai buona memoria geometrica? Osserva il poligono che ti viene proposto su una lavagna e prova a ridisegnarlo a memoria.

http://www.matematicamente.it/giochi-e-gare/gioca-con-la-matematica/dupligon-disegna-i-poligoni/
Clicca sul logo e inizia a giocare con i poligoni

sabato 9 gennaio 2016

Il calendario della 4D

Il calendario 2016 in formato A4 della Quarta D è arrivato.
Invia una mail per ricevere il caledario da tavolo plastificato.


Modifica orario settimanale

Viene apportata una leggera modifica all'orario settimanale. Scienze oltre a rimanere di giovedì si aggiunge anche martedì. Giovedì si aggiunge musica.


giovedì 7 gennaio 2016

L'angolo dello scrittore - Il racconto fantastico

LA LUNA DI FORMAGGIO

Un bel giorno Piero aveva avuto un’idea eccezionale: invitare tutti i suoi parenti ad un pic-nic al parco.
Così preparò i panini ma.... gli mancava il formaggio!
Piero, quindi, andò dal formaggiaio; appena arrivato al suo negozio vide il signor Gigi, il formaggiaio, tutto giù di morale.
“Gigi, stai bene?” chiese Piero.
“No, è solo che la fabbrica che mi mandava il formaggio ha chiuso!”
Siccome Piero era un suo buon amico, decise di aiutarlo.
Nel frattempo Gigi continuò: “Chiuderò senza formaggio!” E si mise a piangere.
Piero corse via a cercare un rimedio al problema di Gigi, così si ricordò la storia che ogni giorno gli raccontava la nonna: “La luna di formaggio”.
Corse e corse per il suo paesino per arrivare alla chiesa, così salì fin sulla cima del campanile e…. prese la luna!!!
La portò da Gigi; era tutto entusiasta!!
Gigi ringraziò cento volte Piero e gli tagliò un po' di luna per i suoi panini.
Il giorno dopo tutto orgoglioso, andò al parco a preparare il pic-nic.
I suoi panini erano davvero eccezionali, una gran bontà!!




  IL MULINO INCANTATO

Arrivammo al mulino che era quasi il tramonto e per questo c’era un bellissimo cielo rosso come una palla di fuoco. Era affascinante vedere quei bei colori allegri. Appena arrivati vedemmo una lunga cascata bianca e azzurra; poi una grossa pala rossa del mulino e dell’erba di un verde molto intenso. Vicino alla cascata vedemmo un albero con foglie di tonalità diverse di verde, invece su, in cima

alla collina, c’era un paese con tante case dai tetti blu.     

La cosa che mi piacque di più furono tutti quei bei suoni; lo scroscio dell’acqua da cui due teneri animaletti bevevano poi tutti gli uccellini che facevano una gran bella melodia, il fruscio di foglie e il cigolio della ruota.

Ci sedemmo vicino all’acqua e sentimmo il suo profumo.

Ad un certo punto però ci siamo messi all’ombra dell’albero e sentimmo il profumo di terra bagnata, sentimmo dei freschi schizzi d’acqua sulla pelle e la brezza del vento ci stava accarezzando. Quella gita al mulino era proprio stata bella. 



                            CIO’ CHE SI CONOSCE PUO’ DIVENTARE NUOVO?
                                             (viaggio nei luoghi quotidiani)

Io, esploratrice Emma insieme ai miei compagni di lavoro uscimmo dal nostro accampamento, percorremmo un po' di savana e dopo aver camminato per quarantacinque minuti arrivammo proprio nel cuore della savana e vedemmo tanti alberi che somigliavano a tante zie Stecco vestite di abiti scuri; ci avventurammo un po' più al centro e trovammo due alberi che erano identici a una vecchia signora appoggiata al suo bastone e di fianco suo marito un po' con la schiena curva.

Era una savana molto speciale, infatti trovammo delle margherite che sembravano tante macchie gialle da cui partivano stanghette bianche appoggiate su stuzzicadenti verdi, pois azzurri vicino alle margherite, che sembrano occhi della Madonna.

L’erba su cui camminavamo sembrava i filini in brodo che ci preparava la nonna e ci venne un certo languorino.

Se ti fermavi a sentire il vento era come se la mamma ti accarezzasse prima di andare via.

In quel momento un camion che stava scaricando il cibo per la mensa assomigliava ad un ruggito in lontananza.

Purtroppo fu l’ora di ritornare all’accampamento, che avventura entusiasmante!!!
EMMA


LA LUNA DI FORMAGGIO

Verso le 6 di sera Gigio andò dal formaggiaio con l'idea in testa di organizzare un pic – nic con tema il formaggio. Entrò dal suo amico Golosone il formaggiaio e gli disse: "scusa se ti disturbo Golosone e solo che voglio organizzare un pic-nic e mi serve il formaggio più buono, goloso e ricco di sapore, insomma il migliore!"
Il formaggiaio singhiozzando disse: "no, mi-mi di-dispiace, mi è finito."
Gigio lo guardò e vide che stava piangendo, non sembrava molto grave ma poi iniziò a diluviare di lacrime, Gigio corse e uscì dal negozio.
Poi gli venne un'idea e disse: "Golosone è disperato però se io gli prendo il formaggio lui sarà di nuovo felice e io organizzerò il mio pic-nic."
Gigio si incamminò in centro Altopoli e vide la luna di formaggio che capitava solo una volta all'anno. Si mise a correre e arrivò davanti al campanile di Altopoli.
Allora Gigio si arrampicò fino alla punta del campanile di Altopoli e si mise nella posizione di un gargoi, allungò il suo piccolo braccio e afferrò la gigantesca e gustosa luna che pesava come una piuma.
Gigio scese dal campanile tenendo stretta stretta la luna, poi corse fino al negozio di Golosone, si inchinò e gli porse la luna di formaggio.
Golosone lo accompagnò dentro, appoggiò la luna sul bancone e ne tagliò una fettina anzi, una fettona e la diede a Gigio che tornò a casa con il suo bottino!
Il giorno dopo Gigio partì con la sua famiglia per il suo pic-nic pieno di magia.

IL MULINO INCANTATO

Arrivammo al mulino che era quasi il tramonto e davanti ai nostri occhi trovammo uno spettacolo della natura.
Era un bosco meraviglioso pieno di colori.
Per prima cosa notammo la pala del mulino dipinta con un bel tono di rosso che girava e cigolava e allo stesso tempo raccoglieva l'acqua sfumata di azzurro e di bianco di una stupenda cascata che nascondeva un bellissimo albero con la corteccia umida: percepimmo il fresco sentore degli schizzi d'acqua sulla pelle.
Camminando notammo un piccolo paesino di case bianche con tetti blu che arrivavano quasi fino al bellissimo cielo rosso.
Scendendo sentimmo lo scroscio dell'acqua e vedemmo un bellissimo passero posato su un ramo nascosto dall'acqua; notammo anche un capriolo e un cinghiale che si abbeveravano in una stessa pozza.
Alla fine della nostra escursione nel bosco incantato ci sedemmo sull'erba di color verde intenso ad annusare l'odore dell'acqua, il profumo del muschio bagnato e a sentire la brezza del vento sulla pelle.
Questa avventura la chiamammo “Il mulino incantato”.




CIO’ CHE SI CONOSCE PUO’ DIVENTARE NUOVO?

 (viaggio nei luoghi quotidiani)
Arrivammo in un posto mai visto, una fortezza segreta che al suo interno custodiva un tesoro.
Salimmo sulle nostre moto ed entrammo in un tombino che si trasformò in un passaggio segreto che ci condusse all'interno della fortezza, il cielo era grigio come la risata di una strega e la terra era piena di margherite di color nero.
Quando mettemmo un piede sulle margherite cademmo dentro una fossa sabbiosa e piena di serpenti, vedemmo un cespuglio spoglio con attaccati dei tubi che usammo per arrampicarci e uscire da quella terribile trappola.
Quando uscimmo corremmo ai lati delle siepi che erano i muri che proteggevano il tesoro dei nemici.
Vedemmo un cono arancione, ci girammo un secondo e poi ci voltammo e vedemmo che il cono si era trasformato in un cappello verde da folletto con all'interno una chiave di cioccolato con scritto sopra “Mangiami e volerai”; io la mangiai e presi il volo, vidi un piccolo marciapiede dove era riposta una scatola di veleno per topi, io la aprii e cosa trovai?
Io trovai il tesoro. Lo presi proprio quando il nostro capo A.P. ci chiamò per tornare a casa, cioè a scuola.

GIULIA
 
LA LUNA DI FORMAGGIO

Una sera un bambino di nome Antonio doveva andare a comprare il formaggio per la cena. Entrò nel negozio e vide il formaggiaio molto triste e gli disse: - Non star triste, potrei avere 4 etti di formaggio? - Il formaggiaio si mise a piangere e si sfogò con Antonio dicendo che aveva pochi soldi e non aveva il formaggio. Antonio si dispiacque molto ed andò a cercare una soluzione un po' per la fame è un po' per il formaggiaio perché era veramente un bambino di buon cuore. Si mise a pensare e gli venne in mente  un'idea un po' bizzarra e la realizzò.
L'idea forse era azzeccata e si arrampicò sul campanile che erano quasi le nove di sera. Andò sulla punta del campanile per prendere la luna che brillava e sembrava una forma di formaggio, la tirò giù e la portò dal formaggiaio. Il formaggiaio era felicissimo ma Antonio doveva andare a casa perché forse i suoi genitori si stavano preoccupando.
Il giorno dopo il formaggiaio gli regalò il doppio di quello che voleva e lui lo portò a casa molto felicemente; a casa Antonio si fece un bel panino al formaggio.


IL MULINO INCANTATO
 Arrivammo al mulino che era quasi il tramonto; ho visto per primo quelle bellissime pale rosse della ruota del mulino che sembrava una grossa palla e poi i meravigliosi colori del bosco, l'acqua bianca e azzurra è un capriolo che beveva l'acqua e le case con i tetti blu che sembravano un bellissimo mare. Ma la cosa più bella di tutte era una meravigliosa cascata bianca e azzurra, che sembrava fatta di schiuma. Sentivo lo scroscio della cascata ed il cigolio della ruota di legno. Un capriolo beveva ed il fruscio delle foglie ed il cinguettio di un passero facevano da colonna sonora. Il profumo dell'acqua e del muschio bagnato sulle rocce vicino al fiumiciattolo inebriava l'aria. Sulla pelle percepivo il fresco sentore degli schizzi d'acqua e anche la brezza del vento.



CIO’ CHE SI CONOSCE PUO’ DIVENTARE NUOVO?
(viaggio nei luoghi quotidiani)

Siamo usciti dalla grotta con le nostre astronavicelle e io, quando siamo atterrati, abbiamo visto dei fiori bellissimi viola che sembravano scintille blu.
Andando un po' più avanti c'era del vento e li ho visti con l'esploratrice Margherita dei fiori non sbocciati di una specie non conosciuta che sembrava si stessero riparando dal vento. Noi due siamo andati avanti ancora e lì c'era ancora più vento ed abbiamo notato un prato con le margherite che sembrava pittura verde con sopra delle chiazze di neve? Un pino sembrava una trivella e però da lì abbiamo visto di essere nel territorio dei nemici. Margherita ha visto un albero a due rami che sembrava una fionda. Allora ho preso un elastico, un masso e strike! Abbiamo urlato insieme e di fatto abbiamo steso tutti e quattordici gli alieni. Tornando indietro c'era un mucchio di sassolini ed ho visto un ramo a rastrello, l'ho preso siamo risaliti sulla nostra astronavicelle e siamo tornati nella grotta. Lì tutti ci hanno festeggiato e da lì siamo diventati caporali.

ALESSANDRO